Do not kill culture – CAE’s first flash mob

Rome, October 15, 2013 – At 12:15 Culture Action Europe’s (CAE’s) Italian members performed the organisation’s first experimental flash mob in defense of culture on the bridge Ponte Sant Angelo, in the heart of Rome, Italy. The banner “Do not kill culture” was rolled out from the bridge and soon thereafter five silhouettes representing icons of European Culture such as Pina Bausch, Charlie Chaplin, Simone De Beauvoir, Pier Paolo Pasolini, Pablo Picasso, Alvar Aalto, Marie Curie, Maria Callas, Astrid Lindgren and an unknown representing the ones yet to come, were ‘hung’ on the bridge.

The action was reported by ANSA, the major Italian press agency and other cultural magazines. CAE’s two official media partners Tafter and Andkronos also spread the news.

A strong message was released to the press. Please read the full press release, available in Italian and English below or DOWNLOAD IN PDF HERE.

 

Do Not Kill Culture

Press release 15 October 2013 – English version below

Nella storia delle società umane non vi è mai stato rinascimento da momenti bui senza che la cultura e la sua diffusione fossero intensamente parte della vita delle persone e al centro delle priorità di chi governava. Oggi, in mezzo a una crisi tra le più profonde che il mondo occidentale abbia conosciuto, si parla di tutto eccetto della necessità di scommettere sul principale capitale di cui disponiamo in Europa ed in Italia, la cultura. 

Da sempre, il mondo ha guardato a noi europei, nonostante i molti nostri limiti e le tante responsabilità nelle disgrazie altrui, per la qualità della vita che abbiamo saputo realizzare: nei secoli, grazie alla cultura, abbiamo creato progresso ma abbiamo anche commesso orrori ogni volta che l’abbiamo ripudiata.

Se nonostante la palese inferiorità biologica la specie umana si è evoluta in un ambiente ostile è grazie alla capacità di pensare, di trasformare la percezione del mondo esterno in progetto d’azione e di costruirvi alleanze intorno. Le grandi potenze emergenti, la Cina prima di tutte, hanno perfettamente compreso che senza sviluppo culturale non si costruisce il futuro in un mondo globalizzato.

L’Europa e i paesi che ne sono parte sono in ritardo: strette dalla crisi finanziaria soffocano tutte le politiche necessarie per migliorare la qualità della vita, indispensabile alla competitività di prodotti e servizi ad alto valore aggiunto e soffocano tulle le politiche necessarie per sviluppare quella cultura che costituisce il principale capitale in Europa.

Uccidendo la cultura si nega il futuro, la pace, lo sviluppo sostenibile.

Non siamo qui a chiedere soldi per chi fa cultura, siamo qui a pretendere che lo sviluppo culturale diventi un argomento del dibattito pubblico, sia oggetto di serio confronto politico, trovi il suo posto al cuore delle strategie di sviluppo. Continueremo ad agire in ogni angolo d’Europa finché la crescita culturale non sarà tornata ad essere una preoccupazione ed una priorità di tutti.

Chiediamo agli Stati membri delle Nazioni Unite che la realizzazione dei diritti culturali e il loro legame con la sostenibilità sia esplicitamente inclusa tra gli obiettivi strategici che si adotteranno nel 2014.

Chiediamo che lo sviluppo culturale sia inserito come indicatore rilevante in tutte le misure sul benessere della società alternative al PIL, attualmente allo studio di OCSE, Commissione Europea e centri di ricerca.

Chiediamo al Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano di prendere l’iniziativa e collocare il rinascimento culturale europeo al centro dell’azione Italiana durante il semestre di presidenza dell’Unione Europea con cui inizierà un periodo di tre anni decisivo per la formazione delle strategie future dell’Unione.

Chiediamo a donne-uomini-organizzazioni-istituzioni-imprese, a chi vive di cultura, chi vive la cultura, chi fa vivere la cultura di agire, di unirsi, organizzarsi, collegarsi a CAE perché’ sia realizzato il diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.

Siamo qui per il futuro di tutti noi e continueremo ad esserci.

Culture Action Europe (CAE) è la più estesa rete di associazioni culturali in Europa. Fondata 21 anni fa, attraverso i propri soci collega oltre 80.000 organizzazioni culturali attive nei diversi domini della vita culturale e artistica. CAE è la voce europea di chi riconosce nelle capacità culturali della società un fattore essenziale per lo sviluppo sostenibile e di chi chiede perciò che siano incluse come parte integrante di tutte le strategie di sviluppo. CAE è il principale rappresentante della società civile in materia di cultura nei rapporti con le istituzioni Europee: la Commissione, il Parlamento e il Consiglio.

 

Il 4 e 5 Ottobre scorso CAE ha svolto in Italia la sua Assembla Annuale in concomitanza con una Conferenza internazionale dal titolo “It is not crisis – it is transition” alla quale hanno partecipato cittadini, studiosi, amministratori, decisori e politici di tutta Europa con l’obiettivo di discutere e confrontarsi sulle future politiche europee per il settore culturale e creativo.

 

Do Not Kill Culture

Human societies have never stepped out from their dark moments without placing cultural renaissance and its dissemination at the core of peoples’ lives and as a priority of their governments. Today, in the midst of one of the deepest crisis that the Western world has known, everything is object of debate except for the need to invest on the main capital we have in Europe and in Italy, our culture.

 

Despite our many limitations and responsibilities in the misfortunes of others, we Europeans have for long been observed for the quality of life we have been able to achieve: it is because of culture that we have made incredible progress but we have also contributed to the worst of horrors every time we have denied it.

 

Thanks to its ability to think, to transform the perception of the outside world into action, in projects and build alliances the human species has evolved in a hostile environment and despite the apparent biological inferiority. The emerging powers, China amongst all, have perfectly understood that without cultural development their future in a globalized world cannot be achieved.

 

Europe and its countries are late: cornered by the financial crisis governments have compressed all policies indispensible to improve the quality of life, essential to the competitiveness of products and services with high added value and have almost dismantled the policies needed to develop the culture that, in fact, constitutes the main capital in Europe.

 

Killing culture impedes building a peaceful and sustainable future.

 

We are not asking money for those who make culture, we are here to demand that cultural development becomes an issue of public debate. The theme of serious political decision-making, is put, in short, at the heart of developmental strategies. We will keep acting in every corner of Europe until cultural growth will become a concern and a priority for everyone.

 

We call on the United Nations Member States to explicitly include the fulfilment of cultural rights and their link with sustainability among the strategic objectives that will be adopted in 2014.

 

We demand to integrate cultural development as a relevant indicator in all wellbeing measures alternative to GDP currently developed by the OECD, the European Commission and research centres worldwide.

 

We call on the President of the Italian Council of Ministers to take the initiative and put the European cultural renaissance at the core of the Italian agenda for the presidency of the European Union that will give way to a decisive three-year period for the setting of the Union’s future strategies.

 

We call on women and men, on institutions-organizations-enterprises, on all those who live from culture and who live culture, to act, unite, organize, to connect to CAE and jointly strive to fulfil ​​the right to freely to participate in cultural life, to enjoy the arts and to share scientific advancement and its benefits.

 

We are here for the future of all of us and we will continue to be here.

 

Culture Action Europe (CAE) is the widest network of cultural organisations in Europe. Established 21 years ago, it connects more than 80,000 cultural organizations through its members active in various domains of cultural and artistic life. CAE is the European voice of those who recognize that the development of societal cultural capacities is an essential factor for sustainability and of those who ask that culture is included as an integral part of all development strategies. CAE is the main representative of civil society in the field of culture in its relations with the European institutions: the Commission, the Parliament and the Council.

 

The past 4th and 5th October Italy hosted CAE’s 21st Annual Assembly in conjunction with its international conference entitled “It is not a crisis – it is a transition” which was attended by citizens, scholars, administrators, decision-makers and policy-makers across Europe in order to discuss and exchange views on future European policies for the cultural and creative sector.

You can watch the youtube video of the action here and find photo material here.

 

 

 

 

 

 

 


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October 17, 2013, 11:36 am
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